Il clown in corsia

I l C l o w n i n C o r s i a

Il ruolo del dottore-clown in una corsia ospedaliera:
Si occupa di rendere migliore la qualità della degenza dei bambini ricoverati, sostiene i familiari dei degenti e, affiancando lo staff medico e paramedico, ne facilita le cure ospedaliere. Di certo il dottore-clown non ha facoltà taumaturgiche, poiché non guarisce il paziente, ma gli è guida e sostegno perché la malattia non sia sopraffazione. I clown-dottori non fanno diagnosi, così come non compilano cartelle cliniche; invece di applicarsi alla parte malata del paziente, si rivolgono a ciò che in lui è in buona salute. Entrano in relazione con il bambino nella sua totalità. Per troppo tempo la medicina si è limitata a prendere in esame solo la parte malata del bambino. Noi ci preoccupiamo invece di valorizzare la parte sana e giochiamo con essa. Attraverso la comicità si sdrammatizzano i trattamenti medici e si riducono paura e ansia, associate alla degenza. Aiutiamo i genitori e l’èquipe medica a prendere coscienza che una persona non si riduce alla sua malattia; permettendo così al bambino di decidere un gesto semplice come ridere o non ridere. Ciò che i clown offrono è dunque una diversa visione delle cose.

Quando i dottori-clown arrivano in corsia, si respira un clima di gioia, sono i bambini ad andare da loro e diventare dei veri protagonisti, il tutto nel rispetto dell’ambiente, senza intralciare il lavoro dei medici, né le terapie.

Perché si usa il termine “dottore-clown:

Perché, pur indossando il camice alla stregua dei suoi colleghi medici, al cui operato è complementare, il dottore-clown si dimensiona anche come elemento antitetico, incarnando marcatamente, agli occhi del degente e della sua famiglia, il ruolo di anti-medico, ovvero dell’alter ego buffone e pasticcione di un’autorità imposta per motivi contingenti. La valenza terapeutica del dottore-clown è difatti duplice e si esplicita nell’unica opportunità di scelta offerta al bambino ospedalizzato e alla sua famiglia, che possono accettare di buon grado le istrionerie del buffone o, di contro, rifiutarle senza timori reverenziali.

A differenza dello staff medico, che segue un orario di visita ben preciso e dettagliato, il dottore-clown entra nella stanza del bambino solo se invitato dal bambino, senza alcuna costrizione. Questa unica possibilità di rifiuto da al bambino ospedalizzato la forza e l’opportunità di scaricare le sue paure, le sue tensioni, le sue frustrazioni.

Grazie alla sua funzione simbolica, il clown è l’unica persona alla quale il bambino può aggrapparsi in un momento così teso e delicato come quello del ricovero, durante il quale tutto quello che accade è interpretato dal bambino come un’ingiustizia.